Si parla spesso di tendenza alla globalizzazione dei mercati internazionali, di come i prodotti siano sempre più uguali e omologati.
In realtà non tutti i prodotti vengono “globalizzati”, ci sono specifici criteri con cui esaminare il mercato di riferimento di un prodotto o di un servizio e scegliere la strategia più adeguata da seguire.
L’analisi dei mercati viene fatta prendendo in considerazione due tipi di forze presenti sul mercato: le forze globali e le forze locali.
Le prime prendono in considerazione le spinte alla standardizzazione, le seconde all’adattamento dei prodotti per ogni mercato locale.
Queste forze possono essere deboli od elevate e dall’incontro di queste vengono identificati quattro tipi di ambienti specifici: ambiente globale, ambiente transnazionale, ambiente internazionale calmo, ambiente multi-domestico.
Facciamo qualche esempio per capire meglio:
- La tecnologia rientra nell’ambiente globale, le forze alla spinta per omogeneizzare i prodotti sono forti, mentre quelle locali sono deboli: difficilmente troveremo un prodotto hi-tech diversi per ogni paese in cui ci troviamo;
- Nell’ambiente transnazionale rientrano quei prodotti in cui la filosofia è "think global, act local", ad esempio le automobili che vengono prodotte uguali per tutti i paesi, ma che sfruttano un servizio commerciale ed al cliente sviluppato secondo le esigenze locali;
- L’industria del cemento, invece, fa parte dell’ambiente internazionale calmo, le specifiche tecniche sono uguali in ogni paese, ma non ci sono forti spinte a globalizzare la produzione per via dei costi di trasporto;
- Nell’ambiente multi-domestico troviamo il settore alimentare, nessun italiano mangerebbe mai pasta secca in scatola già condita come gli americani, nessun indiano mangerebbe bistecche, porchetta o salsicce come un italiano, le forze locali sono elevate e l’adattamento è doveroso.
Ok, fin qui tutte belle parole, molto accademiche, ma dove voglio arrivare?
Pensando a questa distinzione mi è venuto in mente che i siti internet rientrano nella tecnologia e, quindi, sono nell’ambiente globale: ma, in realtà è un prodotto globalizzato?
Mi spiego meglio, lavorando nello sviluppo di siti internet mi accorgo delle differenze sostanziali tra i siti aziendali, ad es., americani e quelli italiani: i primi, spesso, sono molto grafici e con contenuti limitati alla minima conoscenza, i secondi sono ricchi di informazioni, anche se l’aspetto non viene lasciato a se stesso, usano molto la comunicazione per far capire al cliente i loro punti di forza.
Questa differenza, secondo me, risiede nel Customer Care, gli americani hanno un servizio ai clienti molto forte, quindi, non devono puntare alle parole, ma sarà attraverso l’esperienza d’acquisto che i clienti capiranno la forza della società.
In Italia i servizi al cliente lasciano, nella maggior parte dei casi, molto a desiderare, così nel sito internet si cerca di dire il più possibile al proprio cliente, di fargli capire il vantaggio di acquistare presso la propria azienda.
Di conseguenza, le richieste delle società saranno diverse a seconda che siano italiane o americane, sempre per rimanere nell’esempio, ci troviamo di fronte a prodotti che per tecnologia usata sono uguali, ma che sotto il profilo realizzativo sono diversi.
Secondo voi, i siti internet sono un prodotto globale o transnazionale?
Tag:
globalizzazione (1)
sito (2)


